ERI in azione: valuta l'indice di rischio di endoleak di tipo 1A prima dell'intervento.

Contesto clinico
Un caso di EVAR complesso viene presentato dal Dr. Nilo J. Mosquera (Hospital Santiago de Compostela, Spagna) e riguarda un colletto aortico prossimale ostile, un'anatomia nota per aumentare il rischio di endoleak di tipo IA. La sola analisi pre-operatoria standard non era sufficiente a prevedere l'esito con certezza.
La domanda chiave era quale dimensione del endograft avrebbe garantito un sigillo prossimale adeguato e se l'aggiunta di endoancore fosse necessaria in questa anatomia ad alto rischio.

Panoramica del caso: un colletto prossimale ostile
Il paziente presentava un colletto aortico prossimale complesso, caratterizzato da molteplici fattori ad alto rischio:
- Colletto prossimale molto corto (9 mm)
- Morfologia angolata e conica
- Molteplici fattori di rischio per la progressione della malattia
- Assenza di calcificazioni significative
Sebbene l'anatomia fosse chiaramente ostile, rientrava nelle istruzioni per l'uso (IFU) per la EndoSuture Aneurysm Repair (ESAR), mantenendo l'EVAR come opzione praticabile. Tuttavia, la domanda fondamentale rimaneva: quanto era alto il rischio reale di un endoleak di tipo IA e come avrebbe dovuto influenzare la scelta della protesi?
Simulazione ERI: endograft da 32 mm vs 36 mm

Per supportare il processo decisionale, sono state eseguite simulazioni ERI confrontando due potenziali dimensioni del corpo principale: 32 mm e 36 mm. L'analisi ERI ha rivelato un'elevata probabilità di endoleak di tipo IA per entrambe le configurazioni.
Questi risultati hanno evidenziato che il solo sovradimensionamento non avrebbe mitigato il rischio in questa anatomia e che l'aggiunta di endoancore era necessaria. Piuttosto che sostituire il giudizio clinico, l'ERI ha aggiunto un nuovo livello di approfondimento, quantificando il rischio prima di entrare in sala operatoria.
Reperti intraoperatori: l'ERI prevede l'invisibile

Durante l'intervento, gli eventi si sono svolti esattamente come previsto. Un endoleak di tipo IA si è verificato in sede intraoperatoria, confermando la previsione dell'ERI. Piuttosto che rappresentare una complicazione imprevista, l'endoleak è stato gestito come uno scenario pianificato.

L'équipe chirurgica ha prontamente eseguito ESAR utilizzando EndoAnchor, risolvendo con successo l'endoleak e stabilizzando il sigillo prossimale.
Risultati e approfondimenti
Questo caso dimostra chiaramente il valore aggiunto dell'ERI (Endoleak Risk Index) nella pratica clinica:
- Gestione ottimizzata di anatomie complesse o ostili
- Valutazione precoce dei rischi di complicazioni perioperatorie prima dell'intervento
- Confronto fluido tra strategie cliniche per supportare la scelta terapeutica migliore per ogni paziente
Conclusione
L'ERI non sostituisce l'esperienza chirurgica, la potenzia . Rendendo visibile l'invisibile, supporta i chirurghi vascolari nel passare da una risoluzione reattiva dei problemi a una pianificazione proattiva e di precisione dell'intervento, con l'obiettivo di trattare meglio i casi complessi di EVAR. Come ha commentato il Dr. Nilo J. Mosquera: “I modelli di IA e i gemelli digitali possono essere uno strumento potente per la pratica attuale. Dobbiamo sfruttare ogni vantaggio possibile per curare al meglio i nostri pazienti.”